A bocce ferme di Marco Malvaldi

Libro A bocce ferme di Marco Malvaldi, Il nuovo incontro con gli anziani di BarLume e i loro esami si rivela con tempismo culminante nei primissimi lunghi periodi di luglio. È un libro A bocce ferme di Marco Malvaldi che può essere letto in più giorni o due e non di più, in streaming di luce e luce, sostenuto da un gruppo di personaggi che a questo punto sono più legati. La storia, giusto per cambiare un enigma, funziona e intando, passa alle vite degli eroi, con decisioni e scelte da prendere: scende veloce come un drink frizzante, ma cosa c’è di meglio per un’istantanea dello srotolamento? Non c’è nitidezza, è tutto fuorché un’opera d’arte perfetta, tuttavia nessuno dei due cade nello stile e gli individui che si occupano di arrangiamenti per un po ‘non saranno disillusi.

A bocce ferme di Marco Malvaldi

Dettagli:
Un cold case per i Vecchietti del BarLume. Un vecchio omicidio mai risolto, avvenuto nel fatidico 1968, si riapre per una questione di eredità. Muore nel suo letto Alberto Corradi, proprietario della Farmesis, azienda farmaceutica del litorale toscano. Alla lettura del testamento, il notaio ha convocato anche la vicequestore Alice Martelli, perché nelle ultime volontà del defunto è contenuta una notizia di reato. Erede universale è nominato il figlio Matteo Corradi, ma nell’atto il testatore confessa di essere stato lui l’autore dell’assassinio del fondatore della fabbrica, suo padre putativo. Il 17 maggio del 1968 Camillo Luraschi, capostipite della Farmesis, era stato raggiunto da una fucilata al volto. Le indagini non avevano trovato risultati, forse perché il clima politico consigliava di non scavare troppo. L’imbroglio nella linea di successione obbliga alla riapertura dell’inchiesta. Matteo Corradi non potrebbe, infatti, ereditare ciò che il padre ha ottenuto mediante un delitto. Alice Martelli, la fidanzata (eterna) di Massimo, in questo caso non può fare a meno dell’archivio vivente di pettegolezzi costituito dai quattro vecchietti, che erano stati coinvolti tutti in modi diversi nel Movimento. Le indagini si svolgono, come al solito, tra la questura e il BarLume di Pineta dove Aldo, nonno Ampelio, Pilade Del Tacca del Comune, il Rimediotti (detti anche i quattro «della banda della Magliadilana ») dissipano gli anni della loro pensione, vanamente contenuti dal gestore Massimo, costretto a esorcizzare con la logica le ipotesi dei senescenti occupanti della sala biliardo del bar. Da dove passano storielle toscanacce di ogni genere. L’inchiesta si imbatte in svolte e nuovi delitti obliquamente diretti a occultare. E scomoda, in stolidi playback, i ricordi del Sessantotto nella zona. Finché – tra dialoghi alla Ionesco o da signor Veneranda, battute micidiali in polemica tra i vecchietti e tra loro e il mondo, perle di saggezza buttate lì nel lessico più scostumato e inattuale – si fa strada l’unica maschera triste di tutto il palcoscenico, Signora la Verità. Marco Malvaldi, con la serie del BarLume, ha rinnovato un genere, il giallo comico di costume. E, in “A bocce ferme”, la parte del giallo puro si prende una sua rivincita senza sacrificio per la risata.

Si sviluppa in forza, Questo libro A bocce ferme di Marco Malvaldi è elegantemente composto e ha una trama convincente. Bravo Malvaldi, la quinta stella è per la progressione.